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..Poveri cibi surgelati.. in perenne tortura.. prima in frezeer, poi direttamente al forno a 220 gradi.. dovrebbero istituire dei diritti che li proteggano da tale disumano trattamento..

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Son di nuovo qua, seduto di fronte al mio pc, amico massimo in questa città difficile, larga ma angusta, dura da vivere, stancante..Sono qua, di nuovo a milano, dopo un estate fantastica, che anche mi ha dato tanto. Essa mi ha dato, forza, voglia di vivere e di fare, voglia di sorridere e di far scorrere i mali, fari passare senza che s’incrostino alla mia pelle e mi ossessionino a non finire..Ora, qui seduto, ho nostalgia di tutto il tempo che ho vissuto a casa mia, nella mia amata patria di origine e di ritorno a riposar in pace..Porto quiete di ogni mia virtù e di ogni mio vizio, di ogni mia passione, emozione, di ogni mio pensiero ed intuizione..Sardegna, quanto mi sei cara, quanto mi manchi, quanto mi hai reso forte e fatto uomo quest’estate..Sardegna, Io ti voglio sposare..

Ma perdonami, non son qui per fa della poesia. D’estetica, non voglio piu vivere. La mia vita è cambiata, forse è meglio dir che si è evoluta, si è espansa a volumi piu esterni e meno superficiali. Non mi vanto piu di essere profondo, non esigo piu l’attenzione della gente, bado sempre meno alle mie reazioni ed intenzioni, faccio sempre piu attenzione alle mie azioni. Miro all’espressione massima dell’incondizionatezza del mio essere. Miro ad agire degno del mio libero arbitrio, non condizionato dal male della gente, apprezzante del Gran bene che l’infonde, quando donano un semplice sorriso proveniente dal cuore. Miro ad Essere qua fuori al mondo esterno, a ribaltare l’apparenza, a far capire che quest’ultima è dentro di noi prima ancora che al di fuori, che ogni pensiero è un attimo non vissuto, che ogni attimo non vissuto, se soddisfatto con il pensiero, divien cenere inerte e grave sul nostro esistere, che ogni attimo non vissuto, se sopportato e preso per dato di fatto senza obbiezioni, conserva la sua energia, si conserva latente, preserva a sé il diritto ed il dovere nonché il desiderio di volersi attuare in altra forma, in un’altra circostanza. Ogni tal attimo spronerà per estrinsecarsi della stessa sostanza, ma in un altro presente, sensibilmente, riapparirà su differente materia.

Il Coraggioso, il paziente, l’umile, colui che guarderà sempre in avanti, vivrà anche ciò che per debolezza o fato non riuscì a vivere. Ciò che egli ha mancato, non troverà luogo d’esistenza ed attuazione nell’egoismo del pensiero, pertanto il non vissuto non sarà mai esistito né fuori nè dentro, ma essendo stato concepito, dovrà manifestarsi, e lo farà, lo farà in seguito..

Ps.La vita è come un treno. Chi perde il treno e si arrende, fallisce e torna a casa con la coda tra le gambe, perché non sa che quello stesso treno passerà di nuovo un ora dopo, e se perso passerà ancora. Quell’uomo non sa che se non è riuscito a prendere il treno, è perché non era pronto per partire. Quell’uomo non sa che arrendendosi, inventa mille finali nella sua testa. Chi agisce così è perché si è arreso, anziché accettare la sconfitta e prepararsi ad un’altra o alla vittoria, egli ha strappato una radice al suo albero. Egli non è stato abbastanza tollerante e umile, per comprendere che, un frutto non può essere colto, finchè non è maturo o finchè non si è abbastanza cresciuti per raggiungerlo. Quell’uomo non sa, che è il frutto che lo attende e che lo aspetterà fino alla fine dei suoi giorni. Potranno cambiare infinitamente gli anni, le stagioni e la natura circostante, ma quel frutto resterà lì, impassibile, consapevole che verrà Raccolto e offerto al mondo intero. Quell’uomo non sa che la sconfitta non esiste, che esiste solo il presentarsi troppo presto ad un appuntamento di cui Dio ha già deciso l’ora e l’istante esatto.

diOnez

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