Ahahahaha stupendo..
Con l’avvento dei computer in campo artistico/musicale, subentra anche la mancanza della corporalità del gesto umano da parte dell’artista sul palco, il quale non deve saltare o districarsi tra assurdi virtuosismi fisici per raggiungere la perfezione. L’attenzione si sposta sempre più dalla parte del pubblico, il quale sempre più diventa protagonista dello spettacolo tanto quanto (se non più) l’artista performer. Lo spettatore medio, smette di fissare il palco, in cui vede più un calcolo astratto che una forma d’arte, e inizia a guardarsi intorno, perchè è là intorno e non sul palco, che l’opera d’arte prende reale forma. Questo è vero in questo video, quanto nei concerti di musica elettronica/dance. In entrambi i casi, l’artista è la mente, il computer il cervello, il pubblico è il corpo che reagisce agli stimoli e tanto più esso reagisce, tanto più l’artista agirà di conseguenza. Si innesca così un meccanismo di feedback che, sarà tanto produttivo quanta più armonia ci sarà tra le varie parti che costituiscono questo sistema. Tale armonia è accentuata esponenzialmente dal livello di interattività e comunicabilità tra i vari elementi in gioco.
La platea diventa il palco del pubblico e il palco diventa la platea dell’artista.
diOnez